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sabato 23 agosto 2008
Segui il tuo volo - Track your flight
venerdì 22 agosto 2008
Collegamento con gli aeroporti a Paris
La RATP propone 3 modi per raggiungere gli aeroporti :
- Per Orly: Orlybus ed Orlyval
- Per Roissy: Roissybus
Si tratta di mezzi di trasporto economici e rapidi per effettuare i percorsi verso gli aeroporti di Parigi.
Roissybus è un autobus-navetta diretto che collega l'aeroporto Charles de Gaulle con il quartiere dell'Opéra a Parigi.
Durata del percorso : tra 45 e 60 minuti.
scarica al link diretto la mappa dell'aeroporto
- Piano della linea
- Orari della linea
Orlybus è un autobus-navetta che collega l'aeroporto di Orly alla place Denfert-Rochereau a Parigi.
Durata del percorso : 30 minuti circa.
- Piano della linea
- Orari della linea
Orlyval è un collegamento in metropolitana automatica tra l'aeroporto di Orly e la stazione di Antony RER B.
Durata del percorso : 35 minuti circa per Orly / Châtelet via l'RER B e 45 minuti per Orly / Charles de Gaulle - Etoile via l'RER B e l'RER A
- Piano della linea
Dall'aeroporto di Beauvais-Tillé parte un bus-navetta 20 minuti dopo ogni volo ( è possibile acquistare on line i biglietti) alla volta di Parigi Porte Maillot (17° arr.). Il tempo di percorrenza è di circa 75 minuti. La tariffa è di 13 euro a persona, a tratta. Altenativa il collegamento shuttle con la stazione di Austerlitz.
Per ulteriori visitate il sito degli aeroporti parigini e il sito Aeroporto di Beauvais-Tillé
Normative di sicurezza per bagagli a mano

Verifica i prezzi dei voli su decine di compagie aeree
Le attuali disposizioni UE in materia di sicurezza e il regolamento sul trasporto dei bagagli a mano si applicano a tutti i passeggeri in partenza dagli stati membri dell'UE .
La regolamentazione in breve
* Il contenuto massimo di liquidi, gel e creme è limitato a 100 ml per contenitore (v. tabella)
* I liquidi devono essere contenuti in una busta di plastica richiudibile e trasparente con un volume massimo di un litro
* Le apposite buste di plastica sono reperibili in commercio o direttamente in areoporto
* Ai controlli di sicurezza, le buste di plastica devono essere presentate separatamente (come già di norma ad esempio per i computer portatili)
* Ogni persona può portare a bordo solo 1 busta
I nuovi regolamenti UE sul trasporto dei bagagli a mano possono causare tempi d'attesa piú lunghi ai controlli di sicurezza degli aeroporti europei. SWISS consiglia pertanto ai propri passeggeri di presentarsi in aeroporto in anticipo e di prestare particolare attenzione alle nuove disposizioni in materia di sicurezza.
Liquidi ammessi :
Al massimo 100 ml per contenitore
Al massimo 1 busta di plastica trasparente: 1 l
Definizione di liquidi / sostanze considerate come liquidi
* Creme
* Deodoranti
* Bagnoschiuma
* Burro di arachidi
* Rossetti liquidi (es. gloss)
* Mascara liquido
* Formaggio fresco
* Gel
* Bevande di qualunque tipo
* Gel per capelli
* Qualunque tipo di schiuma
* Yogurt
* Composti di liquidi e sostanze solide
* Lozioni
* Olio
* Pasta
* Profumo
* Schiuma da barba
* Deodoranti roll
* Cioccolato da spalmare
* Sciroppo
* Spray
* Bombolette spray
* Zuppe
* Acqua
* Formaggio morbido e fondente (es. Camembert)
* Dentifricio
* O prodotti di simile consistenza
Nono sono considerati come liquidi
* Sandwich al burro d'arachidi
* Rossetto solido
* Formaggio duro (es. Edamer o Parmigiano)
* Cipria
* Sandwich con cioccolata da spalmare
* Polvere di borotalco
Medicinali
E' consentito il trasporto dei medicinali liquidi necessari per il passeggero. La quantità trasportabile corrisponde alla quantità sufficiente per la durata del volo, per esempio medicinali per diabetici. A seconda della situazione, sarà d'aiuto esibire il relativo certificato medico in lingua inglese.
Alimenti per bambini
Alimenti per bambini
E' consentivo il trasporto di latte per bambini ed altri alimenti liquidi per bambini.
Disposizioni per le buste di plastica
Si consiglia ai passeggeri di riporre liquidi e medicine all'interno di buste di plastica trasparenti e richiudibili quando preparano le valigie. Il volume di ogni singola busta non dovrà essere superiore ad 1 litro. Le buste possono essere comunemente reperite in commercio.
Liquidi acquistati nei duty free dell'aeroporto
* Liquidi acquistati prima di accedere ai controlli di sicurezza
I liquidi devono essere trasportati in un contenitore chiudibile e sicuro. Riporre inoltre nel medesimo contenitore la ricevuta relativa all'acquisto effettuato quel giorno in aeroporto.
* Liquidi acquistati dopo essere passati ai controlli di sicurezza
Questi liquidi sono ammessi. Per passeggeri con voli di collegamento, tali liquidi devono essere riposti in un contenitore chiudibile e sicuro, con relativa ricevuta d'acquisto effettuato quel giorno in aeroporto.
* Liquidi acquistati in un altro aeroporto UE (Svizzera, Islanda, Norvegia)
Questi liquidi sono ammessi, ma devono essere riposti in un contenitore chiudibile e sicuro, con relativa ricevuta d'acquisto effettuato quel giorno in aeroporto.
* Liquidi acquistati in duty free a bordo
Questi liquidi sono ammessi, anche ai controlli di sicurezza degli aeroporti di trasferimento, ma devono essere riposti in un contenitore chiudibile e sicuro, con relativa ricevuta d'acquisto effettuato quel giorno a bordo.
Regolamento per voli andata e ritorno lo stesso giorno
Sono ammessi liquidi acquistati a bordo, ma devono essere riposti in un contenitore chiudibile e sicuro, con relativa ricevuta d'acquisto effettuato a bordo.
Regolamento speciale per voli negli USA
Sono ammessi liquidi acquistati in duty free per voli diretti in USA, solo se acquistati nelle speciali zone sicure USA. Queste zone sono collocate dopo i controlli di sicurezza. Non sono ammessi a bordo acquisti duty free, fatti al di fuori di queste zone, anche se sigillati.
giovedì 21 agosto 2008
Passeggiando in bicicletta....ad Amsterdam
© 2006 foto di Shannon McAllister
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Amsterdam è l'unica grande città ad avere la bicicletta come mezzo di trasporto più utilizzato.
Se decidete di scoprire i mille e più volti di una città dallo spirito particolarmente tollerante e cosmopolita in bicicletta, avete fatto la scelta giusta.
Se volete un volta arrivati ad Amsterdam noleggiarne una, all'uscita della stazione centrale all'estrema destra di questa. troverete il primo dei 5 punti di noleggio biciclette organizzato dalla compagnia Mac Bike.
La Mac Bike è leader nel settore soprattutto in Olanda e vanta prezzi vantaggiosissimi, il noleggio bici per due giorni costa 13 € con una caparra però di 50 € che chiaramente vi verrà restituita alla consegna del mezzo.
Un'altra grande compagnia di noleggio bici è la Yellow Bike che affitta per un'ora al prezzo di 5 €, due ore per 7 €, un giorno per 10 € e due giorni a 18 €. Caratteristica della Yellow Bike è che organizza tour guidati della città che durano 3 ore con gruppi composti al massimo da 12 persone. Il costo del tour compreso il mezzo è di 19.50 €, ogni giorno alle 9.30 e alle 13, mentre il
sabato l'appuntamento del pomeriggio si sposta alle 14.00.
Consiglio importante: state molto attenti a chiedere una bicicletta con freno sul manubrio, altrimenti vi daranno una bicicletta che gli olandesi usano spesso ma assolutamente scomoda e a cui noi italiani non siamo abituati, con conseguenzeche potrebbero essere dolorose.
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Tutte le strade sono dotate di piste ciclabili dedicate solo alle biciclette e vietatissime a scooter e pedoni. C'è moltissimo rispetto per i ciclisti e per le precedenze.
Rispetto a città come Parigi, Londra o Roma, le distanze ad Amsterdam sono minori ed è possibile raggiungere i punti più interessanti della città senza dover pedalare per ore.
Le biciclette ad Amsterdam sono numerosissime e i parcheggi dedicati alle biciclette sono davvero impressionanti per il numero di bici e il modo in cui sono ammassate.
Un ciclista abituato al traffico cittadino non avrà problemi a trovarsi a proprio agio girando per Amsterdam, ma per tutti gli altri sarà un po' più difficile. Il consiglio è quello di diminuire la velocità e stare molto attenti ai pedoni.
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Low cost in avaria

Dopo il boom iniziale le compagnie a basso costo devono fare i conti con la crisi economica. La ristrutturazione è già partita tra fallimenti e fusioni. E solo una decina di società riuscirà a salvarsi
Il prezzo del petrolio spezza le ali alle compagnie aeree e allarga la ferita aperta dall'onda lunga della crisi economica globale. Tra anatemi e tragiche previsioni, il trasporto aereo si prepara a una profonda ristrutturazione per uscire dalla 'tormenta perfetta' (secondo la definizione della Iata, l'Associazione internazionale del trasporto aereo) nella quale si trova immerso.
Un fenomeno che riguarda sia le compagnie di bandiera sia le low cost, entrate in un periodo di turbolenza dopo anni di incredibile boom e pronte a una robusta ristrutturazione.
Cominciando dal settore più in generale, secondo Giovanni Bisignani, consigliere delegato della Iata, "l'industria passa attraverso una inusuale crisi di costi crescenti e caduta della domanda. Le perdite potrebbero raggiungere i 6,1 miliardi di euro e la situazione sarà ancora più dura l'anno prossimo". D'altronde, "quando l'incidenza del combustibile sui costi passa dal 13 al 36 per cento in un paio d'anni, l'intero settore deve cambiare".
Tra ottobre e dicembre il numero di voli cadrà del 7 per cento (che in termini di posti per i passeggeri significherà circa 60 milioni in meno); 30 mila posti di lavoro resteranno in bilico; 482 aerei (il 3 per cento dei 15 mila che compongono la flotta mondiale) rimarranno a terra fino a quando l'equilibrio del mercato riprenderà quota. Il colpo più duro lo riceverà il mercato statunitense, che sarà la principale vittima, con una diminuzione dell'offerta di 20 milioni di posti aerei.
E in Europa? Secondo il londinese 'The Times', 50 compagnie avranno seri problemi finanziari. Tra le maggiori, la scandinava Sas, la greca Olympic, l'ungherese Malev, la polacca Lot sono in bilico tra la vita e la scomparsa, insieme a compagnie britanniche minori come Bmi o Monarch. Per non parlare di Alitalia.
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Se questo è lo scenario complessivo della sfida nei cieli, le difficoltà iniziate tra le compagnie low cost meritano un'attenzione particolare. Prima di tutto i dati più recenti. La numero uno Ryanair ha annunciato una frenata degli utili dell'85 per cento rispetto al 2007 e il dato risulta ancora più clamoroso perché, per la prima volta nell'era O'Leary, il vulcanico ceo della compagnia, la società irlandese probabilmente chiuderà l'anno con i conti in rosso.
Finita l'estate, quando la domanda di voli si farà più tranquilla, 20 aerei rimarranno a terra, riducendo del 10 per cento la capacità della compagnia. Molte rotte, soprattutto dallo scalo londinese di Stansted, verranno tagliate. La sospensione coinvolgerà in primo luogo gli scali di Austria, Polonia, Spagna, Svizzera e Ungheria.
Anche la tedesca Germanwings, figlioccia di Lufthansa, lascerà a terra quattro dei suoi 29 aerei. La Skyeurope, la low cost di bandiera slovacca, cancellerà tutti i voli più lunghi verso Dublino, Cork e Birmingham.
È bastato l'annuncio della frenata della low cost numero uno per risvegliare ancora una domanda ricorrente: la crisi porrà fine al modello low cost? Secondo Willie Walsh, ceo della British Airways, ovviamente sì. Secondo O'Leary, il risultato della crisi sarà esattamente l'opposto, ossia ad avere la peggio sulle rotte europee saranno le compagnie tradizionali. "Se il prezzo del petrolio scende sotto i 130 dollari potremmo chiudere l'anno con i conti in pareggio. Quando il prezzo si abbasserà, i problemi per noi saranno praticamente finiti. Non registriamo nessuna crisi di domanda; anzi, i nostri passeggeri sono aumentati del 19 per cento rispetto al 2007. Attualmente i dati finanziari negativi sono dovuti alla nostra filosofia di assorbire i costi del carburante per mantenere basse le tariffe", assicura O'Leary.
E la difesa d'ufficio prosegue: "La crisi attuale non darà il colpo di grazia alle low cost; i passeggeri saranno sempre più attratti dai prezzi bassi che offriamo, soprattutto in un momento di difficoltà economica generale. I nostri voli short haul, a corto raggio, possono sopportare milioni di biglietti a prezzi bassi, mentre chi opera soprattutto sul lungo raggio, come le compagnie di bandiera, non avrà grandi margini per abbassare i costi e questo genererà il continuo declino dei loro conti nel prossimo inverno. Ryanair continuerà senza dubbio con la sua politica di prezzi bassi".
Nei momenti di crisi le low cost sono sempre riuscite a resistere, almeno fino a oggi. La logica che muove la filosofia low cost è cinica e spietata: sin dallo start up, l'azienda è costruita per essere dinamica e reattiva, con una filiera concepita per avere il minimo dei costi possibili. Nei momenti più difficili le low cost più sane e robuste vanno sempre al rilancio, comprando nuovi aerei, iniettando nel mercato milioni di biglietti a basso costo volti a destabilizzare gli avversari, e aspettando l'agonia e la scomparsa delle compagnie (low cost e non) più deboli per accaparrarsi nuove fette di mercato ed espandersi continuamente.

Questa è la ragione di fondo per cui in 15 anni le low cost in Europa sono passate da sconosciute a leader, accaparrandosi in media il 30 per cento del mercato, con punte del 50 in Spagna e Regno Unito. Easyjet nel 2001, all'indomani dell'attentato di New York, registrò il doppio dei profitti: "È triste dirlo, ma noi dall'11 settembre ci abbiamo guadagnato", assicura il fondatore della low cost EasyJet, Stelios Haji-Ioannou. All'epoca, in poco tempo scomparvero di colpo Buzz (gruppo Klm) e la Go (British Airways). Nella crisi attuale la dinamica sarà la stessa: le compagnie più piccole, più fragili, meno dinamiche, meno aggressive, strategicamente meno libere, finiranno nel baratro.
Se il prezzo del petrolio aumenterà, forse rimarranno EasyJet e Ryanair, magari in compagnia della nuova società sorta tra la fusione Clickair-Vueling e poche altre. Le tre citate sono anche tra le poche quotate in Borsa e nell'ultimo anno i titoli hanno perso parecchio terreno, recuperando qualcosa nelle scorse settimane, forse anche per l'inversione di tendenza fatta registrare dal prezzo del petrolio. Per ora in Europa di low cost se ne contano più di 30, ma quelle con prospettiva di crescita non arrivano alla decina.
Nelle crisi precedenti, come nel '91, l'instabilità dovuta alla guerra del Golfo spinse le compagnie a strategie difensive. Le aerolinee di bandiera bussarono alle casse statali. Ryanair imparò invece la filosofia a basso costo dalla low cost statunitense Southwest. Anche stavolta la strategia delle low cost non sembra cambiare. La Wizz air investirà nei prossimi tre anni 100 milioni di euro per la nuova base operativa di Timisoara, in Romania, e irrobustirà la flotta con tre nuovi Airbus 320.
La Ryanair si lancia a lungo termine all'acquisto di 400 aerei ("Visto che con il prezzo del dollaro così basso ci costeranno molto meno", come ha spiegato O'Leary alla 'Sueddeutsche Zeitung'). Inoltre mette sul piatto 2,5 miliardi di euro per comprare l'aeroporto di Stansted.
In Italia le low cost sono piccole e subiscono la forte concorrenza degli stranieri, a partire dalla Ryanair. Sembrano però voler dare un'immagine stabile, sicura. Anche loro rilanciano. La siciliana Windjet assicura: "Non cancelleremo voli e rotte, per ora; anzi, annunciamo nuove destinazioni a novembre da Forlì verso l'Est europeo". A dirlo è il portavoce Enrico Lepri, che continua: "Quest'anno sono incrementati i passeggeri e sappiamo che la crisi potrà arrivare anche da noi se il prezzo del carburante si manterrà alto. La speranza è che il barile torni su livelli più normali".
Anche dalla low cost varesina MyAir sembra non esserci allarme. "Si dovrebbero preoccupare più le compagnie tradizionali piuttosto che le low cost, visto che il differenziale dei costi ci avvantaggia rispetto ai big. Le low cost si espanderanno, conquistando ancora più il mercato, soprattutto le maggiori come Ryanair", commenta il comandante Vincenzo Soddu, fondatore del modello a basso costo italiano e vicepresidente della Myair: "In Italia si continua a infierire sulle low cost per sviare l'attenzione dal problema principale, che è la situazione dell'Alitalia. Il mercato italiano è drogato, esistono figli e figliastri, e gli aiuti alla compagnia di bandiera servono per abbattere le tariffe".
Secondo Soddu, "se le low cost italiane scomparissero, i passeggeri sarebbero nuovamente costretti a pagare cifre eccessive per volare. Chiedete cosa ne pensa chi viveva in Sardegna ai tempi del duopolio Meridiana-Alitalia". La preoccupazione si allarga all'indotto dell'aviazione civile e soprattutto agli aeroporti. Anche loro in crisi.
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di Emanuele Giusto
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voli low cost sono diventati diffusissimi negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, per la comodità di acquisto dei biglietti attraverso internet e le tariffe molto più basse di un tempo. Quali requisiti ha una compagnia voli low cost?Le compagnie low cost accettano una singola classe di passeggeri, ed a bordo esiste la libera scelta dei posti a sedere.Nella flotta della compagnia, di solito, ci sono solo due tipi di aeroplani, che permettono di ottimizzare i costi di manutenzione. Di solito, sono un Airbus A320 o un Boeing 737.A bordo dell'aereo, i pasti e le bevande sono a pagamento, e gli assistenti di volo diventano "multi uso" : svolgono più ruoli a bordo. Le compagnie sfruttano aeroporti secondari, spesso fuori città, convenienti senza restrizioni di slot, senza grande traffico e tasse aeroportuali basse.

Le compagnie risparmiano risparmiano sulle spese anche attraverso la distribuzione diretta, attraverso internet e call center, check-in distributori automatici, eventualmente service-fees. Tra le compagnie low cost più famose, troviamo Ryanair, Easyjet, Myar, Meridian , Air Berlin. ecc.
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